Fine vita

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La storia di Kathy e Kim

Un paio di anni fa navigando su Internet avevo trovato la storia di Kathy Brandt e sua moglie Kim Acquaviva. Le due donne raccontavano in una intervista la loro storia e l’esperienza della malattia di Kathy. 

Kathy, morta per cancro a 54 anni, era una consulente delle cure palliative e una sostenitrice della qualità e dignità della vita fino alla sua fine. Kim è una docente di infermieristica e un’esperta delle questioni di fine vita per le persone L.G.B.T.Q. e le loro famiglie.

Entrambe avevano deciso di testimoniare sui social l’evoluzione della malattia di Kathy in un tentativo di rompere in parte il tabù della morte tipico della nostra cultura.

Di quell’intervista mi aveva colpita quello che aveva detto Kim alla domanda della giornalista: quanto manca da vivere a sua moglie? “Non è una questione che ci poniamo. Finché Kathy respirerà sarà viva”. La sostanza della risposta di Kim. 

Documenting Death

Oggi a distanza di due anni, dopo averle perse di vista nel mare magnum dei social, mi sono ritrovata nuovamente e casualmente (l’ho già scritto… non credo al caso comunque!) a leggere della storia di Kathy e Kim.

Kathy è morta nel 2019, probabilmente poco dopo che avevo letto di lei, e in questi giorni è uscito un documentario breve sul The New Yorker “Documenting Death” in cui si racconta l’ultimo periodo della sua vita. 

Il video per alcuni ha rotto il limite (opportuno?) tra pubblico e privato, testimoniando gli aspetti fisici della morte, a beneficio soprattutto di chi per lavoro non ha modo di avvicinarsi a un evento inevitabile che tocca tutti, se non quando l’esperienza accade da vicino.

Uno degli obiettivi del documentario era proprio questo. Familiarizzare le persone, consentire loro di vedere, di fare domande, di “toccare con mano”, una sorta di death education per adulti per affrontare lo stigma della morte. 

Considerate le professioni delle due donne, aprire il loro privato qualcosa in più di quello che si fa di solito, aveva anche un significato professionale, di aiuto e di relazione con la comunità. 

L’altro obiettivo raggiunto è stato godere insieme fino alla fine della vita e della sua bellezza, condividendo anche un progetto comune. Un grande amore, fra Kathy e Kim e fra loro e l’esistenza nel suo significato più vero e profondo.

A presto 

Rosalba 

Photo by Peggy Paulson on Unsplash